Quattro libri e un paio di occhiali

Palladio promenade

L'esposizione all'interno della Basilica Palladiana di Vicenza si configura come un viaggio architettonico stratificato, un dialogo silente tra maestri che hanno ridefinito il concetto di spazio e facciata. Il progetto trae la sua linfa vitale dalla memoria collettiva del Postmoderno, rievocando l'impianto iconico della Strada Novissima curata da Paolo Portoghesi per la Biennale del 1980. Lungo la navata della Basilica si snoda un percorso ritmato da prospetti che, anziché citare la contemporaneità, celebrano l'eredità di Andrea Palladio.

Le facciate delle sue ville più celebri divengono quinte sceniche, fronti monumentali che compongono una via ideale. Tuttavia, l’apparente classicità dell’esterno è un invito all’introspezione: varcata la soglia di queste quinte, il visitatore viene proiettato in un universo materico ispirato a Carlo Scarpa. L'allestimento interno riprende il rigore poetico del Museo di Castelvecchio, trasformando ogni sezione in un "guscio vuoto" dove il dettaglio costruttivo — l’accostamento tra ferro, pietra e luce — diventa protagonista.

Il progetto non è una semplice esibizione, ma una riflessione sul processo creativo: l'involucro palladiano accoglie la sensibilità scarpiana, creando un contrasto tra la grandiosità della forma esterna e l’articolazione chirurgica dello spazio interno. È un omaggio alla capacità dell'architettura di rigenerarsi, partendo dal vuoto per riempirlo di nuovi significati storici.

Architetti Elisa Guarnieri, Stefano Tremolada, Federica Vailati

Tipologia d’intervento Allestimento

Sito Vicenza - Basilica Palladiana

Stato Progetto universitario Politecnico di Milano

Anno
2018

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