workshop of the pyramids
Il progetto per il nuovo Museo della Barca Solare ai piedi della Grande Piramide di Giza nasce da una sfida di scala e rispetto monumentale. L’intervento si confronta con l’immensità del sito attraverso un gesto architettonico radicale: un grande muro lineare, lungo quanto l'intera base della piramide, che funge da nuovo "basamento visivo". Questa cortina muraria cela il volume del museo, impedendo che nuove forme disturbino la purezza geometrica e l'isolamento millenario del monumento.
L'edificio si sviluppa come un organismo protetto, la cui presenza emerge solo nel rapporto intimo con la pietra egizia. Le aperture, collocate esclusivamente sul lato rivolto alla piramide, trasformano il monumento in una presenza ossessiva e magnifica che "entra" all'interno del museo. La Barca Solare non è più un oggetto isolato, ma viene esposta in costante dialogo visivo con la struttura per cui fu concepita. L'architettura diventa così un diaframma silenzioso: un muro che separa il caos esterno dalla sacralità dell’archeologia, integrando il paesaggio eterno direttamente nel percorso allestitivo.
Architetti Reem Ashraf, Mays Badenjki, Francesco Casali, Carlotta Catte, Caterina Coli, Simone Collinetti, Laura Ehrenheim, Giacomo Laffi Stefano Tremolada, Federica Vailati
Tipologia d’intervento Archeologia per l’architettura
Sito Cairo, Gyza Plateou
Stato Itinerant Master’s Degree Program in Architecture, Archaeology and Museum Design - Accademia Adrianea
Anno
2018