Premio paola mattioli
Il progetto di musealizzazione del plateau dell’Acropoli di Atene si pone l’obiettivo ambizioso di narrare l’invisibile, rendendo leggibile l’incredibile stratificazione storica e spirituale che ha segnato il suolo sacro dell’Attica. In un luogo dove il tempo ha accumulato tracce sovrapposte, l’architettura interviene non come volume aggiunto, ma come riscrittura del piano di calpestio e rivelazione del sottosuolo.
Il Suolo come Narrazione: Tra Metallo e Tragedia
L’intervento superficiale trasforma il plateau in un palinsesto geometrico. Il disegno della nuova pavimentazione in pietra trae ispirazione dagli studi di Constantinos Doxiadis sulla disposizione dei monumenti: gli assi ottici e le direttrici che guidavano lo sguardo del cittadino antico verso le strutture sacre vengono materializzati attraverso lunghi e sottili inserti metallici. Questi segni, quasi incisioni chirurgiche nel suolo, guidano il visitatore tra i vuoti e i pieni del sito, esplicitando l'ordine matematico e simbolico dell'Acropoli.
A questa maglia razionale si sovrappone la matericità della pietra. Il ritmo della posa e la variazione cromatica dei blocchi non sono casuali, ma richiamano la struttura ritmica della tragedia greca. L’alternanza di elementi brevi e lunghi, di pause e accenti materici, crea un "metro" visivo che trasforma la camminata in un atto performativo, una cadenza che ricalca il coro e la metrica del dramma antico sotto i piedi del pubblico contemporaneo.
Il Museo Ipogeo: Verso il Cuore della Roccia
La sfida più profonda del progetto risiede nella sostituzione del vecchio museo con una nuova struttura ipogea. Il percorso inizia in corrispondenza del sedime del Santuario di Pandione, all'estremità sud-orientale, e si addentra nelle viscere del plateau. Questa scelta permette di liberare il profilo dell’Acropoli da ingombri moderni, restituendo la vista ininterrotta dei templi contro il cielo.
All'interno, il museo si snoda come uno scavo archeologico continuo. Il culmine del tragitto è rappresentato dalla rivelazione del monumentale stereobate del Partenone: il basamento titanico che sorregge l'opera di Fidia viene finalmente mostrato nella sua interezza, svelando la forza ingegneristica e la massa di pietra nascosta per millenni. Il percorso mette in luce tracce archeologiche attualmente non visibili, permettendo al visitatore di percepire il Partenone non più solo come oggetto estetico, ma come struttura che affonda le sue radici nella storia geologica e politica della città.
Architetti Francesco Casali, Carlotta Catte, Caterina Coli, Simone Collinetti, Laura Ehrenheim, Giacomo Laffi Stefano Tremolada, Federica Vailati
Tipologia d’intervento Architettura per l’archeologia
Sito Acropoli di Atene, Atene
Stato Itinerant Master’s Degree Program in Architecture, Archaeology and Museum Design - Accademia Adrianea
Anno
2019